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Tutti i vincitori di Malescorto 2026

  • 4 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Per una settimana il Cinema Comunale di Malesco ha accolto cortometraggi provenienti da paesi, culture e immaginari differenti. Oltre 900 spettatori hanno seguito le proiezioni della ventiseiesima edizione di Malescorto, conclusa con la cerimonia di premiazione dedicata alle opere in concorso nella Selezione Ufficiale 2026. Un dato che conferma la partecipazione del pubblico, ma anche la capacità del cinema breve di concentrare in pochi minuti racconti complessi, senza bisogno di dilatarli.


Il cortometraggio Adios (Addio)  di Álvaro G. Company e Mario Hernández
Il cortometraggio Adios (Addio) di Álvaro G. Company e Mario Hernández

Il Gran Premio Malescorto “Acqua Vigezzo” 2026, offerto da Vigezzo S.R.L., è stato

assegnato ad Adios (Addio) dei registi spagnoli Álvaro G. Company e Mario Hernández. Al centro del film ci sono due donne sedute allo stesso tavolo, unite dal dialogo ma separate dallo split screen; una scelta che non resta un semplice espediente visivo, perché rende concreta la distanza tra le protagoniste e trasforma un luogo abitualmente legato all’incontro nello spazio di un conflitto trattenuto.


Il cortometraggio Sulaimani di Vinnie Ann Bose
Il cortometraggio Sulaimani di Vinnie Ann Bose

A Sulaimani di Vinnie Ann Bose è andato il Premio "TrasmettereArchitettura" 2026,

sostenuto dall’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori delle Province di Novara e del VCO. Nel corto, realizzato tra Francia e India con la tecnica dello stop motion, la città accompagna le vicende di due ragazze indiane lontane dai paesi d’origine; edifici e paesaggi urbani non funzionano soltanto come sfondo, ma diventano parte del racconto dello sradicamento, della distanza e della possibilità di ricostruire altrove una forma di appartenenza.


Il corto L’horizon du bout du nez  (L'orizzonte dalla punta del naso) di Étienne Bonnet
Il corto L’horizon du bout du nez (L'orizzonte dalla punta del naso) di Étienne Bonnet

Il Premio "Associazione Musei dell’Ossola" 2026, promosso dall'omonima associazione nell’ambito del progetto Interreg Di-segnare, è stato conferito a L’horizon du bout du nez (L'orizzonte dalla punta del naso) del regista francese Étienne Bonnet. Attraverso un corto d'animazione 2D a matita acquerellata, il film parte dalla miopia, una condizione privata e apparentemente marginale, per ragionare sul modo in cui ciascuno osserva la realtà: ogni sguardo mette a fuoco alcune cose e ne lascia inevitabilmente altre ai margini.


América, il cortometraggio di Javier Augusto Arias-Stella
América, il cortometraggio di Javier Augusto Arias-Stella

Sono stati oltre 600 gli spettatori che hanno partecipato alla votazione per il Premio del

Pubblico “Best Swiss Villages” 2026, offerto dall’associazione I Borghi più belli della

Svizzera. Con una valutazione di 3,7 su 4, il riconoscimento è stato assegnato ad América del

regista peruviano Javier Augusto Arias-Stella. La menzione speciale della Giuria è andata

invece al cortometraggio britannico A friend of Dorothy (Un amico di Dorothy) di Lee Knight, apprezzato per la cura della fotografia, della scenografia e della recitazione, oltre che per il riferimento a Judy Garland e alla Dorothy de Il mago di Oz.

Il corto A friend of Dorothy (Un amico di Dorothy) di Lee Knight
Il corto A friend of Dorothy (Un amico di Dorothy) di Lee Knight

Il Palmarès comprende anche i riconoscimenti assegnati nell’ambito delle iniziative di

Malescorto Spin-Off. Durante il progetto MaleScuola, gli alunni delle scuole del territorio

hanno attribuito il Premio MalesKids 2026 a Leptir (Farfalla) di Suncana Brkulj, il Premio

MaleSchool 2026 ad Astral di Judith Ordonneau e il Premio MalesCollege 2026 a Reven,

realizzato da un collettivo di giovani autori francesi. Nell’ambito di Insubria in Corto, il

premio 2026 è stato assegnato al corto Inhale della regista svizzera Melana Sokhadze. La ventiseiesima edizione si chiude quindi con una partecipazione ampia e con un insieme di

opere molto diverse tra loro, accomunate dalla ricerca di una forma precisa per raccontare

relazioni, identità, spostamenti e modi differenti di guardare il mondo. Terminata l’ultima

proiezione, resta il lavoro dei registi, il confronto con il pubblico e una nuova parte della storia di un Festival che da oltre venticinque anni porta il cinema breve nel cuore della Valle Vigezzo.




 
 
 

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